Cip e Sky
Un argento che vale doppio per l'Italia agli Europei di ice sledge hockeyVersione stampabile


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È stata una grande Italia agli Europei di ice sledge hockey. Gli Azzurri hanno raggiunto l'obiettivo massimo ottenendo una straordinaria medaglia d'argento, battendo tutte le dirette concorrenti (nell'ordine Germania, Repubblica Ceca, Norvegia e Svezia) ad eccezione della strafavorita, la fortissima Russia. Resta la consapevolezza, comunque, di aver dato del filo da torcere ad una delle squadre più forti del mondo, formata da giocatori che praticano l'hockey come professione principale. Grandi protagonisti, come sempre, gli atleti piemontesi; tra questi, il portiere Gabriele Araudo si è fatto notare per la straordinaria percentuale di 93% di tiri avversari neutralizzati. Lo abbiamo intervistato...

C'è rammarico per l'illusione del vantaggio contro la Russia?

Purtroppo conoscevamo già il valore della nazionale russa: a livello continentale sono i più forti, ma in genere loro fanno raduni di tre settimane con tre sedute al giorno mentre noi facciamo un sesto dei loro allenamenti, la differenza è sostanzialmente questa. In generale c'è molta soddisfazione perché ce la siamo giocata, per un tempo li abbiamo messi sotto sia sotto il profilo tattico che fisico, chiudendo in vantaggio. Dopo l'1-0 non ci siamo illusi, ma le loro facce insoddisfatte ci hanno fatto capire il rispetto e la stima nei nostri confronti.

La Russia, stavolta, ha sofferto davvero: siete vicini al loro livello?

Dobbiamo lavorare ancora parecchio: considerando il fatto che noi giochiamo a hockey principalmente per divertirci, possiamo dire che loro sono superiori a livello tecnico, ma a livello tattico l'Italia può competere con tutte le corazzate del mondo grazie ad un grande coach come Massimo Da Rin. Non dobbiamo neanche escludere la differenza di età, fattore fondamentale.

Giocando in porta, puoi vedere meglio lo sviluppo del gioco, cosa manca per raggiungerli?

Siamo ben disciplinati ma potremmo essere ancora più affiatati se riuscissimo a fare qualche raduno in più che ci permetta di sistemare le nostre imperfezioni; anche la componente fisica ha avuto la sua parte: abbiamo incontrato una squadra molto più giovane e allenata di noi alla quarta partita. Basta considerare una statistica sul primo tempo: 6 tiri su 7 in porta per noi, 3 su 8 per loro.

Secondo te è stata la miglior prestazione internazionale di sempre?

Stiamo lavorando bene ma anche ai Mondiali di Buffalo avevamo ottenuto un grande risultato (tra le prime cinque, ndr): l'entusiasmo del Presidente Pancalli e della FISG lo dimostrano. L'ice sledge hockey è spesso considerato uno sport amatoriale, ma va ammesso che le uniche medaglie, per la Federazione, arrivano da noi. Per fortuna che dalla prossima stagione verranno inseriti alcuni giovani, tra cui Andreoni, che ci daranno una mano.

In altri sport, come ad esempio il calcio, si dice che il portiere debba trovare continuità di gioco e rendimento: come vivi il dualismo con Santino Stillitano?

I portieri devono sempre farsi trovare pronti, devono essere mentalmente concentrati e avere fiducia in se stessi, fiducia che devono infondere a tutta la difesa. Non c'è rivalità tra noi, siamo due grandissimi portieri che giocano e soffrono per la stessa maglia.



15/04/2016


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