Cip e Sky
La sicurezza di Roberto: «So dove posso arrivare»Versione stampabile


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Secondo appuntamento con le interviste agli atleti piemontesi in partenza per i Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, in programma dal 7 al 18 settembre. Stavolta tocca a Roberto La Barbera, veterano della spedizione con i suoi 49 anni: alessandrino, pienamente convinto dei propri mezzi e delle proprie possibilità, proverà ancora una volta a primeggiare nella sua specialità, il salto in lungo. Due volte Campione Europeo, Vice-Campione Mondiale e Vice-Campione Paralimpico, La Barbera non ha bisogno di presentazioni.

Quali sono le tue aspettative?

Le aspettative sono sempre le solite: il mio obiettivo minimo è quello di arrivare in finale, che spero di raggiungere subito al primo salto per poi dare il tutto per tutto in finale: a parte l'oro, che sarà praticamente impossibile togliere al tedesco Markus Rehm, mi giocherò le altre medaglie con gli atleti più forti. La soglia minima per arrivarci sarà di 6,50 metri ma ho un personale molto alto e so di potercela fare, basterà fare quello che so fare. 

E le tue emozioni a pochi giorni dall'inizio dei giochi?

Mi sento come un ragazzino, ho le farfalline allo stomaco e sto rivivendo il periodo di Atene 2004, il mio anno d'oro. Una curiosità è che guardo molto le coincidenze: la gara al penultimo giorno, proprio come ad Atene, è un segnale molto positivo. Partecipare alle Paralimpiadi è sempre un onore, il divertimento sarà assicurato e non vedo l'ora di gareggiare.

Come ti stai preparando?

Fortunatamente sono stato molto bene fisicamente tutto l'anno, quindi sta andando tutto per il meglio: nelle ultime settimane ho faticato parecchio per la preparazione che ultimerò in Italia il 3 settembre. La partenze per Rio è fissata per il 5 settembre: sul posto lavorerò sulla rifinitura, sulla rincorsa e sulla tecnica; mi concederò un solo giorno di riposo, il 16, giorno che precederà la gara.

A che livello è il morale della squadra? 

Il gruppo della squadra di atletica è davvero eccezionale, siamo gasatissimi: negli ultimi quattro anni abbiamo creato un grandissimo spirito di squadra, c'è voglia di lottare per la Nazionale e ci facciamo il tifo reciprocamente. Per questo dobbiamo ringraziare, per il lavoro svolto, il Presidente della FISPES Sandrino Porru e il coordinatore tecnico Francesco Carboni. 

Con chi andrai a Rio?

Da solo, devo stare tranquillo in vista della gara e, in più, ci sono troppe incognite dal punto di vista della sicurezza: l'idea di avere la mia famiglia a Rio senza di me impegnato nelle gare mi spaventava un po'. Nessun problema, la porterò con me a Londra il prossimo anno per i Mondiali! 



31/08/2016


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