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Basket in carrozzina: HB tra alti e bassi, parola a coach Andrea RoccaVersione stampabile


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La squadra torinese di basket in carrozzina HB Torino Uicep, a 5 giornate dal termine della regular season, occupa la sesta posizione del Campionato di Serie B a quota 4 punti, conquistati grazie alle 2 vittorie ottenute nel girone d'andata. Per fare il punto della stagione in corso abbiamo contattato coach Andrea Rocca, ex pluri-decorato Capitano della Nazionale Italiana. Ecco le sue parole.

Andrea, come sta andando la stagione?

Non benissimo, vedo dei miglioramenti però il girone di quest'anno è molto più competitivo di quello passato, abbiamo pescato la retrocessa dalla A1 e tutte le altre squadre si sono rinforzate notevolmente: sabato scorso, ad esempio, abbiamo perso di 52 punti contro la Dinamo Sassari. Proprio per questo il morale non è ai massimi livelli, affronteremo le restanti 5 partite proprio per gratificare noi stessi e la nostra classifica, sperando di vincere ancora.

Quali erano gli obiettivi di inizio stagione?

Sinceramente avrei pensato a una situazione migliore di quella attuale, soprattutto grazie all'innesto dei 3 nuovi giocatori ex PMT. Per una serie di vicissitudini purtroppo abbiamo perso qualcuno per strada e siamo sempre abbastanza contati, anche se sulla carta saremmo 10/11; diciamo anche che la buona sorte non ci ha aiutato visto l'infortunio del Capitano Ilario Sossella. La cosa che mi rammarica di più è di non essere riuscito, in questi anni, a trovare molti giovani disposti a giocare a basket in carrozzina, dovremo lavorare molto su questo aspetto.

A proposito, cosa ti sta piacendo e cosa non ti sta piacendo della squadra?

La cosa che mi piace meno è la classifica, in alcune partite avremmo potuto fare di più anche se l'impegno non manca mai. Cosa mi sta piacendo? La nuova formula del campionato, che da quest'anno ha una squadra in più, cosa che ci permette di non finire il campionato a inizio marzo ma di andare avanti fino a metà aprile.

Su cosa lavorerete in queste ultime settimane?

Soprattutto sulla psicologia: anche se siamo in pochi durante gli allenamenti siamo sempre molto carichi, quando giochiamo in partita sembriamo bloccati, perdiamo quella grinta e quella convinzione nei nostri mezzi che dovremmo avere per tenere testa agli avversari; in più, sbagliamo troppo sotto canestro e troppi passaggi decisivi. Te lo ripeto, il problema secondo me è psicologico legato all'aspetto emotivo, fattore che la squadra ha purtroppo sempre patito.

Cosa fare per tentare di risolvere il problema del reclutamento dei giovani?

Sarebbe bello entrare nelle scuole con un progetto che ci aiuti a incontrare ragazze e ragazzi con disabilità. Ci abbiamo provato ma ci stiamo rendendo conto, però, che tutto questo è molto difficile e richiede un'apertura maggiore da parte del mondo scolastico. Ad oggi il passaparola non funziona più e per questo siamo sempre molto attivi sui nostri social, dove spesso puntualizziamo di essere alla ricerca di nuovi elementi da inserire in squadra.

Parliamo di un vostro giocatore, quel Driss Saaid convocato allo stage della Nazionale lo scorso dicembre. Come sta andando?

Visto il recente abbassamento di punteggio nella classificazione funzionale del basket in carrozzina da 2 a 1,5 (il punteggio del quintetto in campo può essere al massimo 15) ha buone possibilità di essere convocato almeno per il raduno pre-Mondiali. 



07/03/2018


SporTorino.it

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